– Come mosche nel miele di Francesca Tassini (348 pagine) – Anni Novanta. In una Milano sporca e periferica, la giovanissima Francesca, mossa dalla voglia di trovare una propria identità, si lascia trascinare dalla musica, dall’alcol, dalle droghe. Entra in contatto e diviene parte integrante del Gruppo, una fluida rete fatta di personaggi borderline, tossici, scappati di casa, matti. Personaggi al limite in bilico fra l’amore per la vita e il desiderio di autodistruzione.

Credo che Come mosche nel miele sia un caso singolare nel panorama editoriale italiano odierno: questa è infatti, seppur un po’ romanzata, un’autobiografia. Mai avevo letto un libro dai contenuti così forti e sconvolgenti in cui l’autrice, con uno stile secco e diretto si spoglia, si mette completamente al servizio della sua scrittura. È un libro dalla disarmante sincerità che è pure meglio di tutti gli altri prodotti affini per argomento che la lettura mi ha suggerito: Trainspotting e I ragazzi dello zoo di Berlino sono i collegamenti facili; film di Claudio Calligari e il recente Anni Luce di Andrea Pomella (che tra l’altro ho letto poche settimane fa) quelli un po’ più ricercati. Da leggere. Voto: 🍔🍔🍔🍔 e 🍟 –

Recensione a cura di: @il.recensore.ignorante

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Francesca Tassini, nata nel 1979 a Milano, è sceneggiatrice e scrittrice per ragazzi e per adulti. Scrive adattamenti da romanzi a serie TV e film, e collabora con riviste di musica e arte.

 

“Che cos’è scrivere? Naturalmente, telepatia”

Stephen King – On Writing

Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto.

Louis Ferdinand Cèline